INTRODUZIONE

Il Sinodo diocesano ha il compito di stabilire il lavoro teorico-pratico attraverso una progettualità di almeno 3 anni.

Tutto il materiale preparato in fase sinodale e preparatoria, viene poi discusso e ampliato in sede sinodale europea e/o mondiale.

La finalità del sinodo è quella di prestare aiuto al Vescovo nell’esercizio della funzione, che gli è propria, di guidare la comunità cristiana.

I sinodali (preti e laici) sono chiamati a prestare aiuto al Vescovo diocesano formulando il loro parere o “voto” circa le questioni da lui proposte; tale voto è detto “consultivo”per significare che il Vescovo è libero di accogliere o meno le opinioni manifestate dai sinodali.

Da parte sua, il Vescovo dirige effettivamente le discussioni durante le sessioni sinodali e, da vero maestro della Chiesa, insegna e corregge quando occorre. Dopo aver sentito i membri, a lui spetta il compito di discernimento, e cioè di “esaminare tutto e ritenere ciò che è buono”, nei confronti dei diversi pareri espressi. Sottoscrivendo, terminato il sinodo, le dichiarazioni e i decreti, il Vescovo impegna la sua autorità in tutto quanto in essi si insegna o si comanda.

I lavori sinodali mirano a fomentare la comune adesione alla dottrina salvifica e a stimolare tutti i fedeli alla sequela di Cristo. Nella convinzione che ogni rinnovamento comunionale e missionario ha come indispensabile premessa la santità dei ministri di Dio, non dovrà in esso mancare un vivo interessamento per il miglioramento del costume di vita e della formazione del clero e per lo stimolo delle vocazioni.

Il sinodo, quindi, non solo manifesta e attua la comunione diocesana, ma anche è chiamato a “edificarla” con le sue dichiarazioni e i suoi decreti. Occorre perciò che nei documenti sinodali venga operosamente accolto il Manifesto della nostra Chiesa.

In questo modo, il sinodo contribuisce anche a configurare la fisionomia pastorale della Chiesa Cattolica Ecumenica di Cristo.

COMPOSIZIONE DEL SINODO

1. Presiede il sinodo diocesano il Vescovo diocesano, affiancato da un moderatore.

2. Sono membri “de iure”, elettivi, attivi, e con diritto di parola e obbligo di voto del sinodo, tutti i presbiteri e le presbitere e tutti i laici membri della nostra Chiesa.

3. Il Vescovo ha il diritto e il dovere di rimuovere, mediante decreto, qualunque sinodale, che con le sue opinioni si discosti dalla dottrina della Chiesa o che rifiuti l’autorità episcopale.

4. Il Vescovo diocesano, se lo ritiene opportuno, può invitare come osservatori alcuni ministri o membri di Chiese o comunità ecclesiali che non sono nella piena comunione con noi.

La presenza degli osservatori contribuirà a “introdurre maggiormente la preoccupazione ecumenica nella pastorale normale, facendo crescere la reciproca conoscenza, la carità vicendevole e possibilmente la fraterna collaborazione.

CONVOCAZIONE E PREPARAZIONE DEL SINODO

A. Convocazione

Qualora, il Vescovo percepisca l’opportunità di convocare il sinodo diocesano, chiederà al consiglio presbiterale un ponderato giudizio in merito alla celebrazione e all’argomento o argomenti che dovranno venire in esso studiati.

Individuato l’argomento del sinodo, il Vescovo procederà a emanare il decreto di convocazione e ne darà annunzio alla sua Chiesa.

2. Convoca il sinodo diocesano solo il Vescovo diocesanO.

B. Commissione preparatoria e regolamento del sinodo

1. Fin dai primi momenti, il Vescovo costituisca una commissione preparatoria.

Il Vescovo sceglierà i membri della commissione preparatoria fra sacerdoti ed altri fedeli che eccellono per loro prudenza pastorale e competenza professionale, cercando di rispecchiare, per quanto possibile, la varietà dei carismi e ministeri del Popolo di Dio. Sarà compito della commissione preparatoria prestare aiuto al Vescovo principalmente nell’organizzazione e nell’offerta di sussidi per la preparazione del sinodo, nell’elaborazione del relativo regolamento, nella determinazione delle questioni da proporre alle delibere sinodali e nella designazione dei sinodali. Le sue riunioni saranno presiedute dallo stesso Vescovo o, nel caso di suo impedimento, da un delegato.

Il Vescovo potrà disporre la costituzione di una segreteria, diretta da un membro della commissione preparatoria. Ad essa spetterà di assistere il sinodo sotto l’aspetto organizzativo: trasmissione e archiviazione della documentazione, redazione dei verbali, allestimento dei servizi logistici, finanziamento e contabilità.

2. Con l’aiuto della commissione preparatoria, il Vescovo provvederà alla redazione e pubblicazione del regolamento del sinodo.

C. Fasi di preparazione del sinodo

I lavori preparatori del sinodo sono tesi, innanzitutto, a facilitare al Vescovo l’individuazione delle questioni da proporre alle delibere sinodali.

1. Preparazione spirituale, catechetica e informativa

Convinto che il segreto della riuscita del sinodo, come di ogni altro evento ed iniziativa ecclesiale è, infatti, la preghiera, il Vescovo inviterà tutti i fedeli ad una costante intenzione comune: il sinodo e i frutti del sinodo, che diventerà così un autentico evento di grazia per la Chiesa particolare. Non mancherà di esortare a questo proposito i pastori, mettendo a loro disposizione gli opportuni sussidi per le assemblee liturgiche man mano che si svolge il cammino sinodale.

La celebrazione del sinodo offre al Vescovo un’opportunità privilegiata di formazione dei fedeli. Si proceda, quindi, ad una articolata catechesi dei fedeli sul mistero della Chiesa e sulla partecipazione di tutti alla sua missione, alla luce degli insegnamenti del Manifesto.

2. Consultazione della diocesi

Venga offerta ai fedeli la possibilità di manifestare le loro necessità, i loro desideri e il loro pensiero circa l’argomento del sinodo. Inoltre, il clero della diocesi verrà separatamente sollecitato a formulare proposte circa il modo di venire incontro alle sfide della cura pastorale attraverso apposite commissioni.

3. Fissazione delle questioni

Il Vescovo procederà in seguito a fissare le questioni sulle quali verteranno le delibere. Un modo atto a tale proposito sarà quello di elaborare dei questionari, divisi per materie, ognuno introdotto da una relazione che ne illustri il significato. Tale compito verrà affidato, sotto la direzione della commissione preparatoria, alle singole commissione designate dal vescovo.

Infine, la documentazione approntata sarà trasmessa ai sinodali, al fine di garantirne l’adeguato studio prima dell’inizio delle sessioni.

SVOLGIMENTO DEL SINODO

1. Il vero sinodo consiste proprio nelle sessioni sinodali.

2. La celebrazione medesima del sinodo muova dalla preghiera. Conviene che le sessioni del sinodo – almeno quelle più importanti – si tengano nella chiesa cattedrale. Essa è, infatti, sede della cattedra del Vescovo e immagine visibile della Chiesa di Cristo.

3. Prima dell’inizio delle discussioni, i sinodali emettano la professione di fede. Non trascuri il Vescovo di illustrare questo significativo atto al fine di stimolare il “sensus fidei” dei sinodali ed accenderne l’amore per la dottrina e la prassi della Chiesa Cattolica Ecumenica di Cristo.

4. La trattazione dei diversi argomenti, di volta in volta esaminati, sarà introdotta da brevi relazioni illustrative che li mettano a fuoco a cura delle singoli commissioni.

Tutte le questioni proposte siano sottomesse alla libera discussione dei membri nelle sessioni del sinodo. Il Vescovo curerà che venga offerta ai sinodali l’effettiva possibilità di esprimere liberamente le loro opinioni sulle questioni proposte, seppur entro i limiti temporali determinati nel regolamento.

Alla fine degli interventi, si curerà di riassumere ordinatamente i diversi apporti dei sinodali, allo scopo di agevolarne lo studio successivo.

5. Durante le sessioni del sinodo più volte occorrerà sollecitare i sinodali a manifestare la loro opinione mediante votazione. Poiché il sinodo non è un collegio con capacità decisionale, tali suffragi non hanno lo scopo di giungere ad un accordo maggioritario vincolante, bensì di accertare il grado di concordanza dei sinodali sulle proposte formulate, e così dev’essere loro spiegato.

6. Il Vescovo, dando opportune indicazioni, affiderà infine a diverse commissioni di membri la stesura delle bozze dei testi sinodali.

Nel redigerle, occorre cercare formule precise che possano servire da guida pastorale per l’avvenire, evitando di restare nel generico o di limitarsi a mere esortazioni, il che sarebbe a scapito della loro efficacia.

7. Spetta al Vescovo diocesano, secondo il suo prudente giudizio, sospendere e sciogliere il sinodo diocesano, qualora emergano ostacoli gravi alla sua continuazione che rendano questa decisione conveniente o addirittura necessaria: ad esempio un suo orientamento insanabilmente contrario all’insegnamento della Chiesa o circostanze di ordine sociale che perturbino il pacifico lavoro sinodale.

Se non ci sono particolari ragioni che lo sconsiglino, prima di emanare il decreto di sospensione o di scioglimento, il Vescovo chiederà il parere del consiglio presbiterale pur rimanendo egli libero di prendere la decisione.

LE DICHIARAZIONI E I DECRETI SINODALI

1. Terminate le sessioni del sinodo, il Vescovo procede alla redazione finale dei decreti e delle dichiarazioni, li sottoscrive e ne ordina la pubblicazione.

2. Il Vescovo diocesano comunichi al Primate i testi delle dichiarazioni e dei decreti sinodali, al fine di favorire la comunione nell’episcopato e l’armonia nella Chiesa.

3. Qualora i documenti sinodali – specie quelli normativi – non si pronunzino in merito alla loro applicazione, sarà il Vescovo diocesano, una volta terminato il sinodo, a determinare le modalità di esecuzione, affidandola eventualmente a taluni organi diocesani.

REGOLAMENTO DEL SINODO DIOCESANO

CAPITOLO PRIMO ORGANISMI DEL SINODO DIOCESANO

Art. 1 – Il Vescovo

Spetta solo al Vescovo convocare il Sinodo, presiederlo personalmente, concluderlo o sospenderlo, nonché dare forza vincolante alle decisioni sinodali con la sua libera approvazione, ordinandone la pubblicazione e indicando le modalità attuative dei decreti e delle dichiarazioni sinodali.

Spetta solo al Vescovo nominare le commissioni sinodali, i membri sinodali e quelli designati dalle comunità o provenienti dai diversi organismi di partecipazione e costituire la segreteria generale.

Art. 2 – La Presidenza

  1. La Presidenza è composta dal Vescovo, dal Segretario, dal Cancelliere, che fa da Notaio, dal Vicario episcopale, dal Vicario episcopale e due laici nominati dal Vescovo.
  2. La Presidenza programma e dirige i lavori, coordina le attività degli altri organismi sinodali e dirime le questioni e le controversie che dovessero sorgere durante i lavori.

Art. 3 – La Commissione Sinodale

  1. La Commissione Sinodale è composta dal clero, dai coordinatori degli ambiti, dal Direttore dell’Ufficio liturgico e dai membri della Segreteria.
  2. La Commissione Sinodale presieduta dal Vescovo ha la funzione/compito di coordinare i lavori del Sinodo e di fissare i criteri redazionali dei documenti sinodali affidandone la stesura alla Segreteria.
  3. La Commissione:
    • predispone tutto il cammino sinodale;
    • stabilisce il calendario;
    • individua le ebentuali tematiche delle lezioni magistrali e i Relatori;
    • prepara il regolamento;
    • predispone il materiale per l’Instrumentum laboris;
    • cura le celebrazioni;
    • prevede e organizza i seminari e le varie assemblee;
    • verifica le proposizioni per il voto;
    • precisa gli ambiti per gli orientamenti e le norme;
    • indica testi di consultazione e prepara bozze da vagliare.

Art. 4 – La Segreteria Generale

La Segreteria Generale è composta dal Segretario, dall’eventuale Segretario aggiunto, dal Cancelliere, dal Vicario Episcopale da due membri addetti alla segreteria e da un delegato per l’ufficio stampa.

La Segreteria Generale ha il compito di:

  1. curare gli strumenti necessari al buon andamento dei lavori sinodali;
  2. predisporre la documentazione occorrente per le discussioni e le votazioni;
  3. trasmettere ai sinodali l’avviso di convocazione e l’ordine del giorno delle singole sessioni;
  4. prendere nota delle presenze e assenze;
  5. redigere i verbali dei lavori sinodali,
  6. provvedere all’archiviazione dei documenti;
  7. curare tramite l’Ufficio Comunicazioni-Ufficio Stampa la diffusione del cammino sinodale e i rapporti con i social.

Art. 5 – Le Assemblee sinodali

    1. L’Assemblea Sinodale è il luogo in cui si discutono i temi del Sinodo e si approvano le formulazioni degli orientamenti e delle norme elaborate dalle Commissioni sulla base dei risultati delle ricerche condotte.
    2. L’Assemblea cessa la sua funzione quando il Vescovo dichiara chiuso il Sinodo.

Art. 6 – Le Commissioni per ambiti

    1. Le Commissioni per ambiti, parte integrante dell’Assemblea Sinodale, avranno un Presidente- Responsabile nominato dal Vescovo corrispondente ad ogni ambito.
    2. I membri, componenti ogni singola commissione, saranno scelti dal Vescovo e dalla Segreteria Generale.
    3. Spetta al Presidente convocare la Commissione e dirigerne i lavori. Ciascuna Commissione designa al proprio interno un membro con funzione di segretario che, d’intesa con il Presidente, cura i rapporti della Commissione con la Segreteria generale del Sinodo e con le altre Commissioni, redige gli atti del lavoro della Commissione e li trasmette alla Segreteria generale del Sinodo e alla Commissione sinodale.

Art. 7 – Il Collegio dei Moderatori

Il Collegio dei Moderatori è formato dal Segretario e dal Cancelliere che moderano le Assemblee plenarie, le commissioni per ambiti, “i circoli minori” e concordano una linea comune di indirizzo.

CAPITOLO SECONDO I MEMBRI DEL SINODO DIOCESANO

Art. 8 – I membri Sinodali

Sono membri tutti coloro che costituiscono l’Assemblea sinodale e partecipano alle singole sessioni. Si distinguono in membri di diritto, membri eletti e membri invitati dal Vescovo.

Sono Membri di diritto:

  1. I componenti della Presidenza;
  2. I componenti della Commissione Sinodale;
  3. I componenti della Segreteria generale;
  4. Il Vicario episcopale;
  5. I componenti del Consiglio Presbiterale;
  6. I Direttori degli Uffici, Commissioni diocesane;
  7. Gli Officiali di Curia;
  8. I religiosi:
  9. Qualora un sinodale di diritto dovesse decadere dall’ufficio, viene sostituito da chi gli subentra nell’ufficio stesso.

Sono Membri eletti coloro che provengono dalle Comunità Eucaristiche.

Sono espressione della Diocesi, dell’unico popolo di Dio al di là dell’appartenenza associativa:

  1. Un diacono permanente;
  2. Un rappresentante dei Ministri Istituiti;
  3. laici rappresentanti per ogni parrocchia;
  4. Una coppia di sposi della Pastorale della Famiglia;
  5. Una coppia di fidanzati;
  6. Un membro della Pastorale dei giovani;
  7. Un seminarista teologo, eletto dalla comunità del Seminario;

Nel caso qualcuno degli eletti venga a mancare per qualsiasi motivo, sia sostituito.

Sono:

    • membri invitati effettivi: i presbiteri, i religiosi e i fedeli laici, scelti secondo criteri di rappresentatività e di competenza specifica;
    • membri uditori: gli altri fedeli che volessero partecipare;
    • membri osservatori: i rappresentanti delle Comunità cristiane che abbiano relazioni ecumeniche con la Diocesi.

CAPITOLO TERZO ELEZIONE DEI MEMBRI DEL SINODO DIOCESANO

Art. 9

La designazione dei membri sinodali di ciascuna parrocchia sarà fatta dal consiglio pastorale parrocchiale, presieduto dal parroco, o, qualora manchi questo consiglio, da un comitato di collaborazione parrocchiale, presieduto dal parroco.

Art. 10

  1. Ogni parrocchia designerà con lo stesso modo, oltre i membri effettivi, anche un membro supplente.
  2. I membri che comporranno le commissioni saranno scelti in base all’appartenenza agli organismi diocesani per ambiti pastorali e possibilmente secondo le preferenze espresse dai singoli delegati.
  3. I sinodali devono aver compiuto il diciottesimo anno di età; non abbiano parte attiva nei partiti politici e nelle organizzazioni sindacali  e, tenendo conto della diversità dei carismi, si distinguano per fede sicura, coerente comportamento morale, assidua partecipazione alla vita ecclesiale, prudenza pastorale e zelo apostolico. Essi hanno l’obbligo di partecipare a tutte le sessioni sinodali. Nessuno può farsi sostituire da un procuratore, fermo restando il dovere di avvertire la segreteria generale di un eventuale impedimento.
  4. La elezione dei sinodali deve avvenire entro il mese di Ottobre 2020.

CAPITOLO QUARTO LE SESSIONI SINODALI

Art. 11

  1. Le sessioni dell’Assemblea Sinodale si svolgono secondo il calendario stabilito, sono in numero di sei e non possono prolungarsi più di quattro giorni. Nella prima assemblea del Sinodo, la Segreteria procede alla verifica dei membri sinodali e alla presentazione del Regolamento, poi, i sinodali emettono la professione di fede e infine, la presidenza provvederà all’insediamento degli organi sinodali. Le singole sessioni sono introdotte dalla preghiera.
  2. Le sessioni dell’Assemblea Sinodale si articolano in sessioni di discussione e sessioni di votazione.
  3. L’assemblea è validamente costituita se è presente il cinquanta per cento più uno degli aventi diritto e le votazioni sono valide se approvate con la maggioranza semplice dei presenti e votanti. All’assemblea sono invitati tutti i membri supplenti senza però il diritto di voto.
  4. Le sessioni assembleari sono presiedute dal Vescovo e moderate dai moderatori a turno. Tuttavia, se impedito, può delegare a presiedere singole sessioni il Vicario Generale. Il Presidente ha libertà di intervento in ogni momento della sessione sinodale.

Il Moderatore designato ha il compito di:

    1. introdurre le varie fasi dell’Assemblea Sinodale;
    2. favorire un dialogo sereno;
    3. far rispettare i tempi di discussione e la correttezza degli interventi;
    4. introdurre e stabilire i tempi e le modalità di votazione;
    5. indicare al Presidente l’esaurimento dei lavori della sessione.

Art. 12

LE LEZIONI MAGISTRALI

Potrebbero essere previste lezioni magistrali tenute da Relatori esperti, sui seguenti temi:

    • natura e finalità del Sinodo
    • lezioni sui rispettivi ambiti.

Art. 13

GLI INTERVENTI IN ASSEMBLEA

I Sinodali, al termine delle lezioni magistrali o durante i lavori in Assemblea o nelle Commissioni, possono intervenire sull’argomento in discussione.

La parola in Assemblea viene accordata dal Moderatore secondo l’ordine in cui è stata richiesta. Il Moderatore dà la parola ai componenti del Sinodo che la richiedono una volta sola su ciascun argomento ed eventualmente per una replica.

Il moderatore richiama chi ha la parola quando questi si allontana dall’argomento o quando entra in merito ad una questione che non è ancora in discussione o sulla quale è stata votata la chiusura, inoltre, accorda la parola:

    • a chi richiama al rispetto del regolamento
    • a chi presenta una mozione d’ordine
    • al relatore dell’argomento in questione.
    • Ciascun intervento non deve superare la durata di cinque minuti, salvo eccezionale deroga da parte del Moderatore; le repliche devono essere contenute nei tre minuti. Il moderatore può togliere la parola al termine del tempo stabilito per gli interventi e le repliche.
    • Coloro che hanno preso la parola consegneranno, per iscritto, il loro intervento alla Segreteria generale, entro tre giorni. Possono avvalersi della facoltà di inviare alla Segreteria contributi scritti, entro il medesimo termine, anche i sinodali che non interverranno oralmente. Tali contributi vengono recepiti agli atti.
    • Tutti i sinodali, tranne gli osservatori e gli uditori, hanno diritto di voto. Nella votazione lo spirito sinodale sarà quello della convergenza, che suppone l’unità a priori in tutto ciò che è essenziale; convergere verso scelte pastorali ponderate e condivise è un risultato che si ottiene facendo non la somma dei diversi pareri, ma la sintesi, che si raggiunge stringendosi a Cristo, “pietra viva”, vincolo di obbedienza alla sua parola.

Art. 14

GLI INTERVENTI ESTERNI

Il coinvolgimento dell’intera comunità diocesana avverrà attraverso la distribuzione ai fedeli e la riconsegna da parte loro di apposite schede. I vari contributi saranno valutati da ogni commissione che ne prenderà atto nei propri lavori.

Art. 15

APPROVAZIONE DEL TESTO

    1. Le commissioni approveranno il testo del proprio ambito che sarà consegnato all’assemblea sinodale plenaria. Nelle assemblee plenarie i testi si approvano a maggioranza assoluta (metà più 1 degli aventi diritto al voto), votando sulle singole parti a maggioranza semplice, con voto segreto. Il voto si esprime su apposite schede, indicando placet, non placet, oppure placet iuxta modum; in quest’ultimo caso si specifica il motivo e la formulazione chiara e concisa che si propone.
    2. L’approvazione finale dei documenti sinodali richiede, in assemblea plenaria, una maggioranza qualificata pari a due terzi degli aventi diritto al voto. Ciascun documento viene messo ai voti per parti, con la formula placet o non placet. Conclusa la votazione per parti, l’assemblea plenaria procede al voto definitivo sull’intero documento con la formula placet o non placet.

CAPITOLO QUARTO PROMULGAZIONE DELLE NORME

Art. 16 

PROLUNGAZIONE DELLE NORME

La promulgazione degli orientamenti e delle norme del Sinodo avverrà con decreto del Vescovo e sarà presentata all’assemblea.

CAPITOLO QUINTO NORME PROCEDURALI

Art. 17

Il Sinodo si apre nella Chiesa Cattedrale di Licata, il 30 settembre 2020, con la solenne concelebrazione eucaristica nella Santa Messa presieduta dall’ Arcivescovo dato il mandato al Cancelliere Arcivescovile per la proclamazione del decreto d’indizione e al Segretario di spiegare in riunione la procedura di lavoro.

Le Assemblee si svolgeranno di norma nella Chiesa Cattedrale. Il Sinodo si conclude con la solenne concelebrazione eucaristica, nella Chiesa Cattedrale, presieduta dall’Arcivescovo e la consegna a tutto il popolo di Dio del libro del Sinodo.

CAPITOLO SESTO NORME FINALI

Art. 18

    1. Eventuali modifiche del presente Regolamento devono essere approvate dal Vescovo.
    2. Per quanto non previsto nel presente Regolamento si rinvia alle norme del diritto comune e al Manifesto.




COMPOSIZIONE DELLE COMMISSIONI

Commissione preparatoria:

1. p. Giuseppe Sugamiele: Liturgia

2. Piero Barulli: Segreteria

 3. Sem. Andrea Franzese: Logistica e Media 

Commissione liturgica

1. P. Giuseppe Sugamiele

2. Mons. Agostino De Caro

3. p. Alberto Piccione (membro osservatore)

Commissione affari economici e legali

1. P. Fortunato Accorinti

2. Valentino Liberto (s. Elia)

3. Miriam Flaccavento (s. Michele)

4. Francesco Costanzo (s. Elia) Carità

Commissione Ecumenismo e dialogo interreligioso

1. M. Raffaela Possidente

2. Sem. Maria Teresa Punaro

Commissione di Pastorale giovanile e vocazionale

1. Sem. Piero Barulli

2. M. M. Vittoria Longhitano (Membro esterno)

3. Leila Brunone (S. Elia)

Commissione di Pastorale familiare

1. P. Davide Bruno

2. Antonietta Orlando (s. Damiano)

3. Antonietta Patania (s. Elia)

4. Miriam Flaccavento (s. Michele)

Commissione di Pastorale LGBTQ+

1. P. Daniel Proietti

2. Marika Camposeo (B. Pastore)

3. Giovanni Caloggero (Membro esterno)

Commissione Catechetica e missionaria

1.sem. Giuseppe Ciolino (Divino amore)

2.sem. Giuseppe Carbone

3. Emanuele Croce (Divino amore)

Commissione social e divulgazione

1. Sem. Andrea Franzese

2. Daniele Maletta (B.V.M. Della Perseveranza)

3. Emanuele Croce (Divino Amore)

Commissione Vita Consacrate

1. p. Andrea Attardi

2. p. Pietro Attardi

3.m. M. Vittoria Longhitano (Membro esterno)

Commissione Femminile inclusivo

1. M. M. Vittoria Longhitano (Membro esterno)

2. M. Raffaela L. Possidente

3. Marcella Galanti (Membro esterno)

4. sem. Maria Teresa Punaro